Tommaso Nicoletti artista cervello ribelle

I pensieri di Tommy sono pupazzi ballerini.

L’artista Tommy si muove in spazi senza perimetri

Tommaso Nicoletti (Tommy) Nasce a Roma nel 1998. Dal 2019 inizia a comunicare il suo universo di “cervello ribelle” con colori e pennelli. In un anno ha prodotto più di ottanta quadri, realizzati con la tecnica dell’acrilico su tela, e oltre 200 disegni. Nel 2020 alcune sue opere sono state pubblicate nel catalogo della Casa d’aste Cambi come elemento centrale del progetto “Out of the ordinary”.

È stato protagonista di due film: “Tommy e gli altri” (2017): “Tommy e l’asta dei cervelli ribelli” (2020), entrambi trasmessi sul canale SKY ARTE. Sta lavorando per la sua prima “personale” e prestando la sua creatività alla realizzazione di accessori per il mercato del fashion. Lavora al momento in un seminterrato fatiscente nel quartiere Prati, ma è in attesa di poterlo ristrutturare.

Chi lo segue nel suo lavoro vorrebbe che quel “Tommy Lab” potesse un giorno rappresentare un modello per tutti quelli come lui, esseri di poche parole e con pensieri assai colorati che, come pupazzi ballerini, saltellano su sedie e tavolini.

I canali della comunicazione sono pressoché infiniti: non limitandosi infatti alla sola parola parlata o scritta, ma potendo utilizzare una molteplicità di espressioni alternative. Una delle più interessanti è certamente l’arte. Parliamo di questi aspetti con un esperto del settore, lo storico dell’arte Tiziano Panconi, il quale ha voluto sottolineare quale tipo di risorsa, oggi più che mai, costituiscano i linguaggi visivi, soprattutto per persone con sensibilità particolari, come gli autistici.

Chi è autistico o è portatore di diverse virtuosità – ci dice Tiziano Panconi – si avvantaggia maggiormente dell’arte quale forma espressiva primaria, proprio perché questa – e la pittura specialmente abbracciando infiniti generi – non ha di per se regole rigide come la grammatica, costituendo una possibilità comunicativa che può coinvolgere alternativamente tutti i sensi, o anche uno soltanto in particolare. L’attività creativa o artistica, in ogni sua espressione, si svolge in uno spazio ideale inesauribile, aperto, senza perimetri o confini; il terreno perfetto su cui muoversi per chi soffra di disturbi come l’autismo, l’ADHD, attentivi o neurologici in generale.

(Testo completo su UAU MAGAZINE)

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